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Sindrome schizoide da iperlettura compulsiva

Questo link non posso evitare di proporlo, proprio non posso:

La sindrome schizoide da iperlettura compulsiva [1]
La sindrome schizoide da iperlettura compulsiva [2]
[questo articolo del prof. Letturalenta,pubblicato in due puntate, è apparso su Reader’s Disorders, semestrale della Facoltà di Letturopatia dell’Università di Kazan, vol. XV, fasc. 2, luglio-dicembre 2003]

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Quell’afa che non sopporto nella realtà

Quell’afa che non sopporto nella realtà è, invece, la sensazione opprimente che mi tiene in un racconto.
Il caldo assordante e il silenzio statico delle ambientazioni della narrativa sudamericana riempiono ogni orifizio. Non lasciano respirare e mutano l’atmosfera in un roboante seppur muto presagio del destino incombente.

Anche la siesta si spiega per me che sono un’ancella devota ai riti della velocità e produttività.

Mi fermo e leggo, sono con i protagonisti sulla scena di storie incredibili, improbabili e impensabili. Necessariamente sono meschine e crudeli, ma anche rivoluzionarie e oniriche nel respiro dello scrittore che vive l’afa ma la rifugge.

chiudi gli occhi e ascolta (un esempio):

preparazione notturna

Sto preparando la puntata di INK di questa settimana.
Leggo, leggo, ed il personaggio ospite è molto interessante, come i suoi libri: è Igino Domanin.
Qui potete trovare la sua bibliografia.

Ho lasciato un Idiota…

…. e ho trovato un Piccolo Principe.
Questo il titolo della manifestazione organizzata da Fnac Milano per oggi.
Un bookcrossing sui generis: porti un libro vecchio e lo scambi non con quello lasciato lì da un’altra persona, ma con un nuovo volume regalato da una casa editrice.
Non posso perdermela!

Un incubo formato pellicola

Delicatessen, un film di Jeunet e Caro del ’91.

Ad impatto emozionale, mentre lo si guarda, è peggio di quel che potrebbe sembrare dal trailer.

Nella miseria si mangiano le persone, ma un povero sprovveduto arriva nell’edificio del macellaio affittacamere e i destini si invertono, sta a voi scoprire come!

Il Volgar Eloquio

Da Goldoni a Zanzotto, passando per chiocce a cui venivano cuciti gli occhi perchè altrimenti avrebbero ammazzato i loro “puttini” pulcini neri.

Questo il Veneto e tanto altro, canzoni e Shakespeare in alto-atesino con Paolini al Teatro dal Verme.

Se vi capitasse di trovare questo spettacolo andate a vederlo, interessante e antologico al punto giusto.

volge il giorno al termine…

Vi lascio questa sera con uno feed che oggi mi ha commosso.
Una piccola perla di arte nella rete. Caffè a colazione.
partire


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